II dialogo tra la Poetessa Weruska Costa e il Signor Felice Taccuino
L’emozione poetica
Felice: Weruska… posso chiederti una cosa che mi frulla” nella spirale “da giorni?
Weruska: Tutto ciò che frulla merita ascolto, caro Felice. Dimmi pure.
Felice: Come si riconosce un’emozione poetica?
Weruska: Oh, domanda preziosa! Quando ti da i brividi per l’emozione, ti lascia a bocca aperta, ti fa battere il cuore.
Un’emozione poetica è quella che ti blocca perché senti che vale la pena descrivere ciò che ti ha suscitato .
Che ti ferma, come se il mondo intorno a te rallentasse.
È un attimo in cui qualcosa vibra dentro di te… e senti che vale la pena scriverlo.
Felice (prendendo nota): Quindi… è quando sento una specie di tremore? O quando mi viene voglia di raccontare senza capire bene cosa?
Weruska: Esatto. Accade che senti un vento leggero, o che ti punge un ago sottile.Non serve capire tutto.
Una poesia vera nasce da ciò che non sappiamo spiegare ma sentiamo profondamente.
Felice: Ma se sbaglio a descriverla? Se non riesco a trovare le parole?
Weruska: Allora prova con un’immagine. Non dire: “Sono triste.”Scrivi: “Sono stato sul dondolo in un giorno di pioggia.”
Oppure: “Osservo le nuvole che sbiadiscono il cielo”.
Felice (sorride timido): Mi piace. È come se potessi disegnare con le parole.
Weruska: Esattamente!E ricordati che ogni volta che dai forma a un’emozione, anche confusa e piccola, ti stai prendendo cura di te.
Scrivere è un modo gentile per restare umani.
Felice (scrive sul suo taccuino): “Un’emozione diventa poesia quando non voglio liberarmene, ma ascoltarla.”
Weruska: Ecco, vedi? Hai già scritto un verso. Ti propongo un compito poetico per la prossima volta: Pensa a un’emozione che hai vissuto di recente, associala a un oggetto, a un colore e a un paesaggio.Infine, descrivila con due o tre immagini poetiche, senza pensare troppo alla forma.
Lascia che sia l’emozione a guidare le parole
“L’emozione poetica è una frase-seme: scrivila. Lei saprà quando germogliare.”
Ti aspetto al prossimo dialogo.
Segui i progressi del Signor Taccuino Felice.