4° Dialogo con Felice. Scrivere un haiku.

II dialogo tra la Poetessa Weruska Costa e il Signor Felice Taccuino

Felice Taccuino scopre gli haiku

Felice: Buongiorno, Weruska… oggi non so cosa scrivere. Le parole mi sembrano tutte troppo lunghe.
Weruska: Allora prova con le più brevi di tutte: gli haiku.
Felice: Haiku? Non ho mai sentito questa parola… cosa sono?
Weruska: Sono piccolissime poesie nate in Giappone secoli fa. Hanno solo tre versi, con una struttura tradizionale di 5-7-5 sillabe. Ma più che una regola, l’haiku è un respiro: cattura un istante, una sensazione, un dettaglio della natura o della vita quotidiana.
Felice: Quindi non devo inventare grandi storie?
Weruska: Esatto. Basta osservare. Un raggio di sole sul tavolo, una foglia che cade, il silenzio di una pagina. L’haiku trasforma queste immagini in poesia.
Felice: Mi piace!!!
Weruska: Proprio così. Ti faccio un esempio:
Libro aperto
un pensiero sussurra —
voce del cuore.
Ancora uno:
Seme di luce,
la parola germoglia
dentro la mente.
Felice: Oh! Ho capito, sono brevi. Voglio provarci anch’io.
Weruska: Allora fai così: osserva un dettaglio intorno a te e scrivilo in tre righe. Non importa se le sillabe non sono perfette: l’importante è catturare il momento.
Felice: Va bene. Scrivo:
La penna cade,
un suono nella stanza —
 mi torna il vuoto.
Weruska: Perfetto, Felice! Hai appena scritto il tuo primo haiku.


Cos’è un haiku

L’haiku è una poesia giapponese brevissima, tradizionalmente composta da tre versi di 5-7-5 sillabe. Nasce dall’osservazione della natura e dell’istante presente. Non racconta, ma suggerisce.
Scrivere haiku è un esercizio prezioso:
allena lo sguardo a cogliere i dettagli,
porta la mente al silenzio e alla semplicità,
evidenzia la bellezza delle piccole cose.


Tre esercizi per scrivere haiku

Vuoi provare anche tu? Ecco tre semplici esercizi:

  1. Osserva un oggetto.
    Scegline uno intorno a te: una tazza, una candela, un fiore. Descrivilo in tre versi brevi.

  2. Ascolta un suono.
    Può essere il vento, il ticchettio dell’orologio, il rumore di passi. Trasforma quel suono in un haiku.

  3. Cogli un movimento.
    Una foglia che cade, un gatto che si stira, un raggio di sole che si sposta sul muro. Fermalo in tre righe.

Ogni haiku è un piccolo seme di consapevolezza.
Scrivilo, leggilo ad alta voce, e lascia che germogli dentro di te.

 

Ti aspetto al prossimo dialogo.
Segui i progressi del Signor Taccuino Felice.

 

 

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Weruska Costa

Nasce a Cosenza il 20 febbraio 1975. Scrive poesie dall’età di sei anni, si nutre di emozioni e di vita, studia.

Vive a Rende, nel centro storico, fino all’età di diciannove anni, frequenta il liceo B. Telesio di Rende e si trasferisce a Messina per studiare Giurisprudenza. Nel 2000 pubblica Giochi d’anima con la casa editrice Eli, presenta il libro a Terranova da Sibari dove nascono relazioni sociali culturali che permangono nel tempo. Le poesie e le relazioni sociali le consentono di partecipare a cenacoli ed incontri culturali in tutta Italia, in special modo a Roma.

Con ii trasferimento a Milano inizia l’attività imprenditoriale e di marketing.

Vive a Nerviano (MI)