Nota critica – Triade di Persefone

Siamo arrivati  all’appendice poetica, perché quello che vi ho presentato in questi tre giorni è una triade letteraria che riconosce soglie invisibili e che, se non riusciamo ad attraversarle, ci invita almeno a sostare sul confine .
Sono tre forme di avvicinamento a ciò che può essere detto solo per approssimazione.
L’epigrafe filosofica apre il testo come limen concettuale, che non introduce spiegando, ma disponendo lo sguardo. È una soglia del pensiero, un punto di passaggio in cui il lettore è invitato a sospendere la certezza e ad abitare la domanda.
Segue la poesia I geometri del mondo, corpo centrale e rivelativo della triade.
Il linguaggio come  interrogazione del sapere umano e dei suoi limiti.
Il geometra diventa figura simbolica dell’uomo che misura, ordina, interpreta l’infinito, restando tuttavia ramingo, incompiuto, esposto al paradosso del conoscere.
L’appendice poetica non conclude, ma risuona. È un’eco.
Questa triade non pretende di spiegare, né di attraversare , ma di mostrare che ,se vogliamo ,il confine potrebbe diventare una soglia per andare oltre la nostra realtà ontologica.

Vi saluto con un monito:
“sostate sulla soglia,  dove il pensiero incontra il confine, e lasciate che la vostra  percezione vi conduca oltre.”

 

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Weruska Costa

Nasce a Cosenza il 20 febbraio 1975. Scrive poesie dall’età di sei anni, si nutre di emozioni e di vita, studia.

Vive a Rende, nel centro storico, fino all’età di diciannove anni, frequenta il liceo B. Telesio di Rende e si trasferisce a Messina per studiare Giurisprudenza. Nel 2000 pubblica Giochi d’anima con la casa editrice Eli, presenta il libro a Terranova da Sibari dove nascono relazioni sociali culturali che permangono nel tempo. Le poesie e le relazioni sociali le consentono di partecipare a cenacoli ed incontri culturali in tutta Italia, in special modo a Roma.

Con ii trasferimento a Milano inizia l’attività imprenditoriale e di marketing.

Vive a Nerviano (MI)